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Una modesta proposta <<E’ una follia, ma c’è del metodo>>, W. Shakespeare Premessa Il Centro Studi Ambientali Europa Inform, nel focalizzare il rapporto esistente tra ambiente e turismo, definisce l’ambiente come quel vasto insieme di fattori che connotano una località turistica: fattori naturali (aria, acqua, suolo, vegetazione, clima), fattori antropologici, economici, sociali, culturali, storici, architettonici e infrastrutturali, che rappresentano l’habitat in cui le attività turistiche sono innestate e che possono essere valorizzati o modificati attraverso l’esercizio delle attività turistiche.
Ischia è un’isola a consolidata vocazione turistica e il settore turistico è quello che in misura maggiore utilizza le risorse ambientali come materia prima della propria funzione produttiva; ed è importante ricordare che, per lo più, si tratta di risorse non riproducibili, con un ruolo fondamentale nel determinare il grado di attrazione di una località. Questo impone di prestare attenzione alla salvaguardia ambientale, che è non solo un imperativo etico, ma anche una necessità economica per chi opera nel turismo e per il turismo, che, o diventerà turismo sostenibile, o cesserà di essere. L’associazione tra crescita del PIL e livello di benessere ha retto fintanto che la dimensione materiale dell’economia si è tenuta lontana dai vincoli imposti dalla biosfera: ma ormai siamo consapevoli che è impossibile una crescita infinita su un pianeta finito. Ed è sui limiti di questa finitezza che è necessario indagare e su quanto le nostre attività umane possano rispettare o oltrepassare quei limiti, o addirittura infrangerli, rischiando di trasformare lo sviluppo in dannazione. Sembra metafisica, ma invece è fisica, è chimica. E proprio da questi ambiti disciplinari crediamo, attraverso adeguati studi di settore sulle condizioni della nostra isola e sull’impronta ecologica che sul suo territorio lasciano le diverse attività produttive, possa provenire la salvezza, una salvezza tutta terrena, fatta appunto di terre, cieli e acque più puliti. Studi di questo genere servirebbero innanzitutto a orientare gli investimenti, sia pubblici sia privati, nel settore turistico, e non solo. Ne sarebbero infatti coinvolti: il settore energetico e quello dei trasporti, lo smaltimento e il riciclaggio dei rifiuti, la produzione agricola locale, i beni culturali e ambientali e così via…. Inoltre, lo scopo immediato di un miglioramento dell’offerta turistica ischitana (che è buona parte dell’offerta turistica della regione Campania), avrebbe come ricaduta benefica anche il miglioramento delle condizioni di vita di tutta la cittadinanza isolana, non solo in virtù di una tenuta economica (o magari, addirittura di un incremento), ma anche in virtù di un benessere ambientale. Questa vuol essere, più che una proposta di merito, una proposta di metodo. Finora il turismo ischitano è cresciuto in modo spontaneo, autarchico, basandosi sui dati empirici di un’ospitalità familiare tramandata da una generazione all’altra. Col passare del tempo, però, si è persa la genuinità originaria, senza che si sia acquistata, in materia di turismo, una competenza specifica e qualificata. Ischia si trova così a non poter competere né con le Nazioni emergenti, che offrono un ambiente ancora incontaminato, dei servizi a basso costo e l’accoglienza ingenua della popolazione, né con l’organizzazione di quei Paesi che hanno saputo trasformare il turismo in un business fatto d’ingranaggi a incastro perfetto. Ischia dispone tuttavia di risorse non comuni e, soprattutto, non comunicate. E non comunicate perché in gran parte ignorate dagli Isolani stessi. Per modificare questa situazione occorrono informazione e formazione. E ogni informazione parte dalla raccolta dei dati. Raccolta che per l’isola d’Ischia presenta una prima difficoltà: i dati disponibili, infatti, sono quelli aggregati della provincia di Napoli o quelli disaggregati dei sei Comuni isolani (Ischia, Casamicciola, Lacco Ameno, Forio, Serrara-Fontana, Barano); ma non si ha un quadro statistico, demografico ed economico attendibile della realtà ischitana nel suo complesso, che, pure, si presenta come un territorio unico e ben circoscritto dalla sua stessa insularità. Un territorio su cui insistono:
Tutte queste risorse, che già costituiscono una ricchezza per Ischia, potrebbero rendere assai di più, in termini tanto di economia quanto di qualità della vita, e su periodi assai più lunghi, se usate in modo più corretto, nel rispetto dell’ambiente, del paesaggio e del patrimonio culturale e attraverso la coordinazione delle attività di tutti i soggetti agenti sul territorio isolano. Progetti
Ischia in cifre <<Il numero è il principio di tutte le cose>>, motto pitagorico Questa ricerca andrebbe a costituire il punto di partenza di un osservatorio permanente utile, nell’immediato, per orientare cittadini, viaggiatori e operatori turistici e, a medio e lungo termine, gli investimenti di capitali e di risorse umane. Il progetto si articolerebbe in due fasi:
Turismo siamo tutti <<Chi ama la propria terra non è che un tenero principiante; più avanzato è quello che si sente ovunque a casa propria; ma il solo perfetto è colui per il quale tutto il mondo è una terra straniera>>, Riccardo di San Vittore
In una località turistica risulta necessario porre in atto delle strategie che favoriscano un uso saggio delle risorse del posto e un’agevole interazione tra popolazione locale e turisti.
Anche in questo caso, un censimento dei beni paesistici e culturali esistenti, appare fondamentale per poter provvedere alla loro tutela e valorizzazione, facendo ricorso alla collaborazione integrata e coordinata di soggetti pubblici e privati, nonché di associazioni e circoli culturali e ambientalisti, parchi, biblioteche, musei, gallerie d’arte, scuole, parrocchie …. Inoltre, sarebbero auspicabili studi di settore in grado di valutare la soglia critica di sfruttamento delle risorse offerte dall’isola, ovvero i limiti entro i quali si può usare del territorio senza danneggiarlo irrimediabilmente e le strategie necessarie per risarcire i danni inevitabili “ vedi allegato.doc”. Questo permetterebbe di orientare meglio le politiche territoriali in materia di raccolta e riciclaggio dei rifiuti, adozione di fonti energetiche alternative e di mezzi di trasporto meno inquinanti, protezione delle acque termali e marine, conversione dell’agricoltura a metodiche biologiche e biodinamiche, con evidenti ricadute benefiche sulla salubrità dell’ambiente, la salute dei cittadini, il piacere dei villeggianti …. A tali studi di settore si dedicano da tempo il prof. Enzo Tiezzi e la sua équipe, che hanno espresso una loro disponibilità di massima a compiere uno di questi studi a Ischia. Data la chiara fama del prof. Tiezzi, il suo coinvolgimento costituirebbe anche un’interessante operazione promozionale per l’isola.
Mirato a questo, esiste un progetto scolastico, già attuato altrove con successo dai proff. Quintano e Garbaccio, finalizzato alla diffusione, tra le giovani generazioni, di un nuovo concetto di interazione territoriale tra cittadini e stranieri: il progetto “turismo siamo tutti”, mirato al turismo, anche per la funzione economica che esso ha nel nostro Paese, può facilmente comprendere e coinvolgere, con pochi accorgimenti, gli immigrati: turismo e immigrazione rappresentano, infatti, i due versanti dell’accoglienza, e in entrambi i casi, come suggerisce Edmond Jabés, <<l’ospitalità è pegno di sopravvivenza>>.
Questa situazione, relativamente felice, andrebbe mantenuta e favorita sia attraverso una politica sociale d’interscambio tra una corretta offerta di lavoro da parte degli imprenditori locali e un’efficace prestazione d’opera da parte dei lavoratori stranieri, sia attraverso scambi culturali, promuovendo i valori dell’ospitalità, del rispetto e della conoscenza reciproca tanto con corsi di lingua italiana ed educazione civica per gli immigrati, quanto con iniziative volte a far conoscere le civiltà da cui provengono i nostri collaboratori esteri, che coinvolgano anche le loro istituzioni e le relative rappresentanze in Italia, nonché alcune organizzazioni internazionali.
Diversi siamo tutti <<Non bisogna permettere che ciò che non sappiamo fare interferisca con ciò che sappiamo fare>>, John Robert Wooden
Nella nozione di turismo, e di turismo di qualità, si comprende non solo un buon servizio, ma anche la capacità di cogliere e soddisfare tutte le esigenze dei clienti. La popolazione Europea dichiarata ufficialmente disabile corrisponde a c. l’11% della popolazione (ma si dovrebbe calcolare, presumibilmente, un 3-4 % di disabili che sfugge alla rete di rilevazione ufficiale). Anche se non tutta la popolazione disabile è da considerarsi potenziale clientela turistica, il numero dei portatori di handicap desiderosi di viaggiare potrebbe aggirarsi intorno ai 60 milioni, contro gli 8 che viaggiano attualmente, senza contare che, di solito, i disabili viaggiano accompagnati. Tra i soli Italiani che viaggiano, circa il 3% (quasi 900 mila individui) esprime particolari necessità legate a uno svantaggio fisico o psichico, accanto a un 7% di soggetti ultrasessantenni (oltre 2 milioni di persone), che possono presentare esigenze analoghe ai disabili, o comunque richiedere particolari accorgimenti. Per contro, circa 500 mila Italiani dichiarano di non viaggiare a causa di problemi permanenti di salute, ma che sarebbero contenti di farlo migliorasse l’accessibilità dei trasporti e delle strutture ricettive. Tuttavia l’accessibilità di mezzi e strutture non è un problema che riguardi i soli disabili permanenti o gli anziani, ma anche persone temporaneamente malate o convalescenti, donne in gravidanza, bambini piccoli; né, tantomeno, riguarda i soli turisti, bensì anche tutti i residenti fisicamente svantaggiati. L’abbattimento delle barriere architettoniche e l’ istituzione di una segnaletica per diversamente abili nei mezzi e nei luoghi pubblici e presso le mete d’interesse turistico, nei limiti della loro tutela, Per attuare tutto ciò bisogna creare delle sinergie tra più soggetti, pubblici e privati, che possono diversi competenze e compiti:
Perciò, se si vuole operare nel settore turistico aprendosi a una clientela con problemi di disabilità, si dovrebbe:
Non concluso… .
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