Un giardino e una biblioteca...

Basta possedere un giardino e una biblioteca per conoscere la felicità completa: un saggio l’ha detto e forse sentito direttamente (il saggio non afferma niente che non abbia vissuto).
Ma che cosa si deve intendere con l’espressione “felicità completa”? La massima non precisa, giustamente, questo significato, perché il suo contenuto è soggettivo. È l’individuo che giustifica, apprezza e fa proprie le tesi proposte, secondo la sua disponibilità spirituale, le sue convinzioni, la sua sensibilità.
In assoluto, e quale premessa evidente, risulta chiaro che la causa efficace non consiste affatto nel semplice possesso di un giardino e di una biblioteca.
Se si riconosce che tutti desiderano una vera felicità, occorre ammettere che i due elementi devono rispondere ad una reale utilità che contribuirà a rendere felici. Poiché si tratta del piacere dell’anima, i due elementi rappresentano i luoghi materiali che permettono di entrare in comunicazione con il mondo spirituale.
Ogni giardino, il più semplice come il più lussureggiante, è così vasto, più vasto della sua stessa estensione, e accanto agli esempi di vita che ci offre, agli spettacoli rinnovellati di anno in anno, si vive un’esistenza solida e corroborante. Bellezza, grandezza, fedeltà del giardino! Quanto dobbiamo ad esso delle nostre estasi e della nostra bontà!
I libri sono il veicolo che trasmette i tesori dell’umanità; la biblioteca è lo scrigno che conserva ciò che l’uomo, di generazione in generazione, ha saputo trarre da quella visione.
Il modello resta lo stesso: la natura nella sua magnificenza; ma vediamo sempre qualcosa di nuovo che arricchisce la sua conoscenza.
Il giardino, espressione del mondo sensibile, colpisce soltanto perché è presente ai nostri sensi e visibile quotidianamente nello spazio. I libri suscitano l’ispirazione della vita interiore e il legame d’amore tra gli spiriti: il loro dominio nel tempo. La letteratura e le opere che ne sono l’espressione, in ciascuna epoca, generano profonde impressioni; sola, la parola dell’anima giunge all’anima.
Una casa senza giardino e biblioteca è una casa senza solide fondamenta e senza vita, esposta ai rischi, alla miseria, alle atrocità dei tempi.

La riproduzione e il rinnovamento che si verificano negli alberi e nei fiori con la loro facoltà di adattarsi all’ambiente, presuppongono la presenza di una forza interiore che invade il campo delle nostre meditazioni. Maè solo uno degli aspetti più complessi della vita.
L’uomo, il “sapiens”, si innalza al di sopra di tutti gli esseri che lo circondano e scopre la sua dignità nella capacità di pensare; sebbene sia la canna più fragile della natura, come diceva Pascal, l’uomo è una canna pensante. Di conseguenza egli sente la necessità di spiegare e risolvere tutti i problemi suoi, per penetrare la sua essenza. Con l’intelligenza, i sentimenti, la volontà, cioè con ciascun potere dell’anima, egli cerca di realizzare la virtù propria del suo essere umano, di comprendere nell’unità della coscienza la vastità del tempo. L’uomo ama dunque la cura del passato, il culto della tradizione.
Il giardino e la biblioteca diventano così un insieme che non può essere diviso: l’uno è complementare dell’altro.
Il contatto con l’antichità e con le relative conquiste ha bisogno di riflettersi nella realtà di tutti i giorni e comporta la necessità di considerare gli sforzi e i sacrifici che ci sono imposti.
Per un certo aspetto la vita appare come una ricerca di questi valori eterni che sono stati vivi ieri e che hanno impresso la loro impronta nei vari momenti, la cui somma forma i secoli. Ma si avverte ancora un passato profondamente differente dal presente. Il mondo ricomincia per ciascun individuo. E quell’ultimo non è mai eguale a se stesso: la vita ricomincia in ciascun momento. Nelle ragioni che tendono a giustificare la vita, sia come continuità (il legame con il passato), sia come divenire, l’uomo si sforza di definire la sua spiritualità e di cogliere l’equilibrio e l’armonia nel fondo della sua anima.
Nella misura in cui si concretizza questo risultato resta circoscritta la possibilità di accettare quanto afferma il saggio: basta possedere un giardino e una biblioteca per essere felici.
Entrambi sono egualmente insostituibili nella loro funzione. Il giardino e la biblioteca costituiscono un’esigenza unica per coloro che desiderano, almeno, un po’ di fede, ma soprattutto sono in grado di trovarne i presupposti.

Raffaele Castagna

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